Se ti senti bloccato e non riesci ad andare avanti, probabilmente non è a causa della mancanza di volontà. Di solito, stai esitante perché stai lottando nella direzione sbagliata. Carl Jung, nel 1932, ha rivolto queste parole a un paziente che viveva questa situazione: "Se mostri il giusto sforzo nel posto giusto, non c'è pozzo da cui non puoi uscire".
La frase di Jung suggerisce che il vero problema è spesso la dispersione dell'energia. Pertanto, potresti essere coinvolto in azioni che ti stancano ma non trasformano nulla. Non basta combattere per "uscire dal pozzo"; devi sapere dove spingere. Questa lezione ti permetterà di smettere di scavare più a fondo e trovare una vera via d'uscita.
Identifica gli sforzi inefficaci
Il primo passo è identificare dove stai sprecando le tue forze. Devi analizzare le azioni che sembrano progresso ma ti tengono fermo nello stesso posto. Ecco due forme comuni di perdita di energia:
- Reclamo inefficace: Analizzare ripetutamente i tuoi problemi o cercare colpevoli crea un'illusione di movimento. Tuttavia, parlare del pozzo ti stanca e non offre soluzioni.
- Trappola dell'occupazione: Riempire la tua agenda di compiti funziona come un analgesico temporaneo. Pensando di lavorare senza sosta, credi di progredire, ma alla fine della giornata l'esitazione continua.
Trova il tuo posto giusto
Definire ciò che Jung chiama "posto giusto" richiede un cambiamento di prospettiva. Secondo lui, l'uscita dal pozzo si trova spesso nel punto di maggiore resistenza. Quel punto è quello che eviti di guardare, perché lo trovi scomodo o doloroso. Per trovarlo, guarda in queste aree:
- Una conversazione irrisolta: Un conflitto che eviti di risolvere diventa spesso l'ancora che ti tiene nel pozzo.
- Un compito procrastinato: Quell'azione che hai evitato per mesi è quella con il maggiore potere di trasformazione nella tua vita.
- Una verità scomoda: Accettare i propri limiti o una dura verità ti libera e fornisce l'energia necessaria per agire.
Onestà di fronte all'ottimismo cieco
Affrontare le difficoltà o uscire da una crisi non riguarda solo l'uso di entusiasmo o parole motivazionali. Jung sottolineava che questo processo richiede onestà con se stessi. A volte, il "giusto sforzo" di cui parla può essere un'azione che contraddice il tuo ego e questo può significare trovare il coraggio di accettare una sconfitta o chiedere aiuto.
Quindi, quel "giusto sforzo" non è sempre una spinta verso l'alto. A volte, può essere un atto di resa che apre la strada per uscire dal pozzo. Quando smetti di combattere contro i fatti e inizi a lavorare con essi, la resistenza diminuisce e ti consente di progredire.
La fisica applicata alla mente
Seguendo le parole di Jung, qualsiasi trasformazione personale funziona in modo simile alle leggi fisiche. Il cambiamento riguarda non tanto la quantità di forza bruta che applichi, quanto quanto lo fai con sensibilità. Applicare una pressione eccessiva nel punto sbagliato crea solo fatica e frustrazione.
Tuttavia, quando applichi la giusta forza nel punto giusto, recuperi la tua direzione. Comprendere la tua vita secondo questo criterio ti conferisce dominio. In fin dei conti, quando scegli di smettere di scavare nella direzione sbagliata, non c'è una situazione infinita. La lezione di Jung è chiara: uscire dal pozzo richiede solo che tu sia più preciso nelle tue azioni.
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